Pentema, il paese ligure che diventa un presepe


È una storia che va avanti da 23 anni, più forte delle frane che negli anni hanno tormentato questo paesino dell’Appennino ligure a un’ora di tornanti da Genova. Era il 1994, e alla messa di Natale nella chiesa di Pentema, nel Comune di Torriglia, le persone si contavano sulle dita di una mano. “Se si andava avanti così, Pentema sarebbe morta”, racconta Angelo Carpignano, genovese che passa gran parte dell’anno in un borgo di poche case accanto al paese. “Bisognava inventarsi qualcosa”. Su suggerimento dell’allora parroco del paese, Don Pietro, il Natale successivo nasceva un presepe che riportava Pentema alla fine dell’Ottocento, con i mestieri di allora ricreati tra le sue stradine, nelle aie delle abitazioni, nelle stanze delle antiche case di pietra.

Da allora, ogni autunno, i volontari del circolo “Amici di Pentema”, di cui Carpignano è presidente, posizionano nel borgo decine di statue a grandezza naturale: manichini vestiti con gli indumenti trovati nei guardaroba dei più anziani e le facce modellate dal pongo, per avere le sembianze di pentemini davvero esistiti.

L’edizione 2017 del presepe è stata inaugurata, come da tradizione, l’8 dicembre con la musica di cornamuse e fisarmoniche, accompagnata da canti natalizi e danze popolari. Gli appuntamenti proseguiranno sino a metà gennaio, con visite guidate, concerti e letture. Il presepe è visitabile ogni fine settimana sino a sabato 23 dicembre 2017; ogni giorno da domenica 24 dicembre a sabato 6 gennaio; infine, il weekend del 13 e 14 gennaio 2018. L’orario di apertura è dalle 10 alle 18.

Quest’anno il presepe è inserito nel progetto #Pentema2018, realizzato da tre giovani genovesi – Matteo Nebiacolombo, Gabriele Gussoni ed Enrico Chinchella – che in un anno di studio hanno approfondito le tradizioni dell’entroterra ligure: l’iniziativa ha portato alla realizzazione di una mostra fotografica che racconta l’entroterra ligure a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il progetto #Pentema2018 ha poi permesso di approfondire con ricerche negli archivi, fonti orali, ricerche nella cartografia e nel territorio quanto sia rimasto di della civiltà contadina, facendo un parallelo tra le rappresentazioni del presepe – museo e quanto sia possibile oggi rintracciare tra i boschi liguri.

E il progetto #Pentema2018 è l’ennesima dimostrazione della forza del presepe di Pentema: tenere in vita il paese anche nei mesi distanti dal Natale. “Quando non verrebbe più nessuno”, racconta Stefano Fossa, il pentemino di gran lunga più giovane con i suoi 52 anni. Nel 2015 Stefano ha lasciato la sua casa nella periferia di Genova per rilevare la gestione della Locanda al Pettirosso, l’unica del borgo. Da allora ha preso mucche, capre e galline. Durante la settimana pascola gli animali, raccoglie la legna, vende le uova. Nel weekend si trasforma in ristoratore. “Grazie al presepe a Pentema c’è infatti gente a ottobre e novembre, perché il presepe deve essere allestito. E pure a febbraio e marzo, quando i manichini devono essere rimessi nei magazzini”.

Anno dopo anno ai visitatori genovesi si sono aggiunti appassionati in arrivo dalle regioni vicine, in particolare Piemonte, Lombardia e Toscana. A raggiungere questo paesino di sette abitanti nascosto tra i monti ogni anno sono almeno in settemila, con numeri più alti negli inverni di bel tempo.

“Il record è stato fatto quando Don Pietro e alcuni pentemini furono invitati a Domenica In”, ricorda il presidente dell’associazione Amici di Pentema, Angelo Carpignano. “Quell’inverno arrivarono 19mila persone da tutto il Nord Italia. Le strade esplodevano di gente, ce n’era fin troppa. Ma che gioia”.

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Author: Massimiliano Salvo