La storia di un amore profondo attraverso il male


Appena uscito ed edito da HarperCollins, “Dammi tutto il tuo male” inaugura la nuova collana di italiani. È un noir di Matteo Ferrario, architetto, giornalista e traduttore classe 1975, già autore di due romanzi e di diversi racconti.

Narrato in prima persona da un assassino, “Dammi tutto il tuo male” è la storia di un viaggio interiore attraverso l’amore profondo – anche paterno – e, soprattutto, attraverso il male. Il punto di inizio – inizio che non coincide con l’incipit di pag. 9, collocato anni dopo – si può individuare in quella notte con Barbara, dopo la prima sera, dopo il primo sguardo e il primo riconoscimento a una festa milanese, alla quale né lei né il protagonista avrebbe voluto partecipare:

“Non si resiste all’infinito senza sperare in nulla, e non importa quanto possano essere alte e ben collaudate le difese di una persona. Prima o poi capita di incontrare qualcuno e vedere nei suoi occhi quello che ci manca. È allora che si riprende a sperare. E, anche se avevo paura di ammetterlo persino di fronte a me stesso, io lo stavo già facendo. Non si trattava già più di una notte di buon sesso con una mezza sconosciuta, eravamo andati ben oltre quel punto o almeno così mi piaceva pensare”.

C’è qualcosa di struggente e totalizzante nella passione scoppiata tra lui e Barbara, qualcosa riconoscibile nella simbiosi perfetta o nell’amore vero. Un sentimento simile a ciò che molti di noi cercano (talvolta invano) per tutta la vita. Lui e Barbara l’hanno trovato naturalmente, senza cercarsi, semplicemente accogliendosi. E Viola, che adesso ha quasi sei anni, è stato il frutto di questo amore.

Ma perché Barbara è sparita decidendo di non crescere la bimba? Se ne è davvero andata? Cosa le è accaduto?

La piccola Viola se lo chiede, crescendo, e il padre non le sa (o non le vuole) rispondere. Quello che il lettore impara fin dall’inizio, invece, è che il padre di Viola è un assassino, perché lui stesso si svela sotto quest’identità, individuando in una mazza da baseball la propria arma del delitto. Ma dovrete aspettare la fine per scoprire cos’è davvero successo e vi assicuro che fino all’ultimo non lo immaginerete.

La vicenda è prima di tutto interiore e, attraverso una scrittura corposa, originale e imprevedibile, si snoda per quasi trecento pagine attorno a questo grande mistero da cui se ne dipaneranno altri, tutti calibrati, tutti rivelatori dell’altra faccia della realtà.

Tradimenti, sopraffazioni, relazioni da cui sarebbe meglio fuggire compongono un romanzo che scompone i canoni del noir, per costruire una storia di dolcezza e di orrore dove il male, che finge di restare in penombra, affiora invece ineluttabile a ogni scatto narrativo.

Un male solo apparentemente impalpabile, tanto che viene da chiedersi se è veritiero quello che il titolo anticipa: si può trattare il male come se fosse una bestia malevola? Si possono staccare i suoi artigli dalle nostre braccia e passare il fardello a chi ce lo chiede?

Ve lo spiegherà Matteo Ferrario e l’argomentazione sarà così valida che non potrete non essere d’accordo con lui.

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Author: Marilu Oliva