Bufera su Donald Trump per la condanna inadeguata per la furia razzista di Charlottesville


People fly into the air as a vehicle drives into a group of protesters demonstrating against a white nationalist rally in Charlottesville, Va., Saturday, Aug. 12, 2017. The nationalists were holding the rally to protest plans by the city of Charlottesville to remove a statue of Confederate Gen. Robert E. Lee. There were several hundred protesters marching in a long line when the car drove into a group of them. (Ryan M. Kelly/The Daily Progress via AP)

“Lei vuole il sostegno di questi gruppi che dicono di essere suoi sostenitori?”, gli chiedono i giornalisti al termine di un incontro stampa a Bedminster, nel New Jersey, dove è in vacanza. Donald Trump ignora le domande e se ne va. Sul presidente degli Stati Uniti si scatena una vera e propria bufera politica per l’approccio morbido nella condanna del suprematismo bianco e delle degenerazioni dell’alt-right americana nel corteo di Charlottesville, in Virginia, costato la vita a una donna. I giornalisti lo incalzano perché il suo tweet non aveva convinto, c’era una generica condanna di “ogni tipo di violenza”, senza far specifico riferimento all’estremismo di destra.

We ALL must be united & condemn all that hate stands for. There is no place for this kind of violence in America. Lets come together as one!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 12 agosto 2017

Il passaggio indiretto di condanna del suprematismo bianco va trovato tra le righe, quando Trump dice che “siamo tutti americani” indipendentemente da razza, colore e fede politica e religiosa.

We must remember this truth: No matter our color, creed, religion or political party, we are ALL AMERICANS FIRST. pic.twitter.com/FesMiQSKKn

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 12 agosto 2017

Democratici e repubblicani che chiedono al presidente di “chiamare il diavolo con il suo nome”, ovvero “terrorismo da parte di suprematisti bianchi”. Da Hillary Clinton a Marco Rubio, suoi sfidanti nella campagna elettorale, dal governatore democratico Andrew Cuomo al senatore repubblicano Cory Gardner, è una levata di scusi contro Trump che, nel condannare la violenza di Charlottesville, non si è spinto abbastanza in là e non è stato duro come in precedenti occasioni. Il presidente ha parlato davanti alle telecamere di odio e violenza da più parti, ha invitato ad “apprezzare la storia” americana ma non ha parlato né di terrorismo né di suprematisti bianchi. “L’incitamento all’odio che ci ha portato dove siamo è reale e da condannare così come vanno condannati i suprematisti bianchi” twitta Hillary Clinton. “Non c’è posto per il suprematismo bianco. E non ci sono molti lati di violenza negli eventi” di Charlottesville, le fa eco Cuomo. L’ex presidente Barack Obama pubblica tre tweet ricordando le parole del leader sudafricano Nelson Mandela: “Nessuno è nato odiando un’altra persona per il colore della pelle o per la religione. Le persone devono imparare a odiare e se possono imparare l’odio, possiamo insegnare loro l’amore. Perchè l’amore viene più naturale al cuore umano che il suo opposto”.

Ma sono soprattutto le critiche dei repubblicani a bruciare. “Caro presidente, il diavolo va chiamato con il suo nome: suprematisti bianchi e terrorismo domestico” dice il senatore Gardner. Gli stessi toni duri li usa Rubio: “E’ importante per il paese sentire il presidente descrivere gli eventi quello che sono, un atto di terrorismo da parte dei suprematisti bianchi”. Trump tace di fronte agli attacchi a tutto campo. Molti lo criticano perché proprio i suprematisti e il Ku Khux Klan lo hanno appoggiato nella campagna elettorale. Molti altri perché nella Casa Bianca c’è Steve Bannon, il controverso stratega conservatore con legami all’ultra destra.

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Author: Huffington Post